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GMG SYDNEY: CATECHESI MONS. ZENTI (VERONA), SUPERARE L’“ISOLAZIONISMO SDEGNOSO”

22 Luglio 2008
22 Lug 2008

La pubblica opinione, spesso, non va “più in là del papa, dei vescovi, dei preti e di istituzioni religiose”. E della Chiesa, così considerata, evidenzia “i suoi vistosi limiti, scandagliati magari in un lontano e nebuloso passato”. Ma “è proprio così la Chiesa? Tutta qui?”. Da questo interrogativo parte la catechesi che mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, ha tenuto questa mattina a Sydney. La Chiesa, ha affermato, “è ben altro”: “per quanto riguarda le sue vicende, basterebbe ripercorrerne il tragitto nella storia di due millenni, con senso di obiettività”, mentre “per quanto riguarda la sua composizione, fortunatamente un evento inequivocabile dello Spirito, registrato agli inizi della seconda metà del secolo scorso, come è stato il Concilio Vaticano II, ne ha tracciato il profilo, ricordando a tutti i credenti in Cristo, battezzati, che siamo il popolo di Dio”. “La Chiesa è Cristo – ha ricordato mons. Zenti – in qualità di capo; e siamo ciascuno di noi, in qualità di membra”. Ciò che conta, ha ripreso mons. Zenti, è aver coscienza che “apparteniamo alla stessa famiglia”, perciò “è un diritto-dovere partecipare alle gioie e alle sofferenze degli altri membri, superando il pericolo dell’estraneità e indifferenza, dell’isolazionismo sdegnoso, da superuomo che non ha bisogno di nessun altro”.

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